UFO in Italia: avvistamenti e fenomeni documentati più famosi

Quando si parla di UFO in Italia, il primo nome che salta in mente agli appassionati di ufologia è quasi sempre lo stesso: Firenze, ottobre 1954, una partita di calcio interrotta perché in campo, oltre ai giocatori, c’era qualcosa anche nel cielo. Ma quel caso, per quanto celebre, è solo la punta di un iceberg che comprende oltre 12.000 segnalazioni catalogate dal Centro Ufologico Nazionale dal primo Novecento a oggi, un’ondata negli anni Settanta che ha spinto lo Stato italiano a istituire un canale ufficiale di raccolta segnalazioni, e una manciata di episodi che, decenni dopo, restano senza una spiegazione definitiva. Ecco una ricostruzione dei casi UFO più famosi e documentati della storia italiana, con le relative letture scettiche dove esistono.

Il caso più antico: il presunto recupero del 1933 a Magenta

Il Telegramma ufficiale che solleciterebbe a minimizzare la notizia del ritrovamento dell’UFO di Magenta.

Tra gli episodi più citati nella letteratura ufologica italiana, anche se privo di conferme documentali definitive, c’è il cosiddetto UFO di Mussolini: un presunto recupero di un oggetto volante anomalo avvenuto il 13 giugno 1933 vicino Magenta o Vergiate, in Lombardia. Secondo questa narrazione, una sezione segreta della polizia politica fascista, l’OVRA, avrebbe studiato il fenomeno già negli anni Trenta, tenendo la scoperta sotto silenzio per ordine diretto del regime.

Il racconto è stato divulgato negli anni più recenti dal fondatore del Centro Ufologico Nazionale (CUN), Roberto Pinotti, e ha guadagnato ulteriore visibilità internazionale quando è stato ripreso in audizioni al Congresso degli Stati Uniti sul tema UAP. Si tratta però di una vicenda che gli storici e gli stessi ufologi più rigorosi considerano priva di riscontri archivistici solidi: non esistono documenti d’epoca verificabili che la confermino, e la cronologia stessa della storia è cambiata più volte nelle diverse versioni circolate nel tempo. Resta comunque un caso interessante non come fatto accertato, ma come testimonianza di quanto a fondo il tema UFO sia entrato nel dibattito storico e culturale italiano.

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Resta doveroso citare, però, come nel luglio del 2023 David Grusch, ufficiale dell’aeronautica statunitense ed ex funzionario dell’intelligence, è stato chiamato a deporre le sue affermazioni sugli UFO nel corso di un’audizione al Congresso degli Stati Uniti. Nel corso dell’audizione ha dichiarato che gli Stati Uniti possiedono veicoli di origine non umana, tra cui un UFO schiantatosi in Italia nel 1933 durante il regime fascista di Benito Mussolini. Secondo Grusch, l’oggetto sarebbe stato recuperato vicino a Magenta e studiato da scienziati italiani, tra cui Guglielmo Marconi. Successivamente, nel 1944, l’Office of Strategic Services (OSS) degli Stati Uniti avrebbe trasferito il velivolo negli USA. Grusch ha inoltre affermato che Papa Pio XII avrebbe informato segretamente il presidente Franklin D. Roosevelt riguardo all’incidente. Tuttavia, l’ufficiale ha negato la presenza di resti biologici a bordo di questo specifico UFO.

Abbiate Guazzone, 24 aprile 1950: il caso Facchini e il metallo analizzato

Uno dei casi italiani più studiati dagli ufologi resta quello di Bruno Facchini, operaio quarantenne di Abbiate Guazzone, in provincia di Varese. La tarda sera del 24 aprile 1950, dopo un temporale, l’uomo esce a prendere aria e nota in un campo un oggetto a forma di calotta schiacciata, alto circa dieci metri, con un portello apribile e una scaletta d’accesso. Nei pressi dell’oggetto ci sono tre figure umanoidi alte circa 1,70 metri, vestite con scafandri e maschere trasparenti, una delle quali sembra impegnata in un’operazione di saldatura che produce scintille.

Pensando di trovarsi davanti a un velivolo sperimentale in avaria, Facchini si offre di aiutare. Le figure rispondono con gesti e suoni gutturali incomprensibili, dopo i quali l’uomo viene colpito da un fascio di luce e cade a terra. Quando si rialza, l’oggetto si è già richiuso e si allontana con un ronzio. Nei giorni successivi Facchini sviluppa un dolore persistente alla nuca, nel punto colpito dal fascio luminoso, che dura circa un mese, oltre a un evidente trauma psicologico. Sul luogo vengono raccolti frammenti metallici, analizzati come una lega di piombo-bronzo ad alto contenuto di stagno, con tracce minime di argento, alluminio e magnesio: una composizione compatibile con materiali antifrizione già noti all’epoca, senza elementi chimicamente anomali. Il caso è stato investigato dal CUN e portato all’attenzione del Ministero della Difesa, ma non ha mai ricevuto una spiegazione convenzionale definitiva.

Firenze, 27 ottobre 1954: la partita Fiorentina-Pistoiese e gli UFO sopra il Franchi

La notizia dell’avvistamento di Firenze annunciata su un giornale dell’epoca.

Il caso più noto della storia ufologica italiana, descritto nel dettaglio nel nostro approfondimento sull’UFO di Firenze del 1954 durante Fiorentina-Pistoiese, risale al 27 ottobre di quell’anno. Alle 14:20 alcuni testimoni segnalano oggetti non identificati sopra il Duomo di Firenze, descritti come simili ad ali di gabbiano o a un cappello da mandarino cinese, visibili per circa un quarto d’ora. Poco più di un’ora dopo, alle 15:27, durante il secondo tempo dell’amichevole tra Fiorentina e Pistoiese allo stadio Comunale, oggi Artemio Franchi, circa diecimila spettatori distolgono lo sguardo dal campo, fermo sul 2 a 2, per osservare il passaggio di due oggetti volanti ad alta quota. L’arbitro interrompe il gioco, anche i calciatori in campo si fermano a guardare il cielo, e tra i testimoni resta storica la testimonianza di Romolo Tuci, capitano della Pistoiese in quella partita, e quella del terzino della Nazionale Ardico Magnini, che in interviste successive parlerà di oggetti capaci di compiere virate brusche e accelerazioni nette, descritte come manovre intelligenti.

Dopo qualche minuto gli oggetti si dileguano verso sud, la gara riprende e si conclude 6 a 2 per la Fiorentina, ma la notizia del giorno dopo sui quotidiani toscani, come Il Giornale del Mattino e La Nazione, è un’altra: dal cielo, secondo i racconti di circa ventiquattro testimoni di dischi diurni, cadono filamenti biancastri e appiccicosi, ribattezzati bambagia silicea o capelli d’angelo, che si dissolvono poco dopo aver toccato il suolo. Il fenomeno non resta isolato a Firenze: si ripete nei giorni successivi a Pontassieve, Scarperia, San Mauro a Signa e Calenzano.

Decenni dopo è il CICAP a proporre una spiegazione tecnica destinata a diventare la lettura più citata del caso: nel porto di Livorno, tra il 21 e il 27 ottobre 1954, era attraccata la portaerei statunitense USS Lake Champlain con lo squadrone di caccia VF-84 Sidewinders, impegnato in esercitazioni nei cieli italiani proprio in quei giorni. L’ipotesi è che gli aerei militari abbiano rilasciato chaff, materiale radar-riflettente a forma di striscioline metalliche usato come contromisura elettronica contro i radar, generando sia i riflessi visti dal pubblico sia i filamenti caduti a terra. Una lettura alternativa, circolata in precedenza tra gli scettici, attribuiva invece la bambagia silicea al fenomeno del ballooning, la migrazione aerea di alcune specie di ragni che producono fili sericei per spostarsi sospinte dal vento: un’ipotesi contestata dagli stessi testimoni, secondo cui i ragni non possono spiegare manovre aeree coordinate osservate da migliaia di persone.

L’ondata europea dell’autunno 1954 e il caso di Cennina

L’immagine che l’illustratore Walter Molina disegnò a corredo delle notizie giunte da Cennina.

L’episodio di Firenze non è isolato: fa parte di quella che viene ricordata come l’ondata di avvistamenti UFO del 1954, diffusa in tutta Europa e in particolare in Francia. Lo stesso 27 ottobre, a Venezia, due turisti osservano dal proprio hotel in Piazza San Marco due oggetti lucenti in cielo, anch’essi accompagnati dalla caduta di filamenti. Il giorno dopo, il 28 ottobre, a Roma, poco prima del tramonto, un disco volante attira l’attenzione della folla in strada: tra i testimoni anche un giornalista dell’Associated Press e l’ambasciatrice statunitense in Italia, Clare Boothe Luce, che dichiarerà di aver visto qualcosa senza saperne identificare la natura. Il 6 novembre, sempre a Roma, l’ufologo e console Alberto Perego segnala una formazione di globi luminosi sopra la Città del Vaticano. Il 14 novembre l’ondata raggiunge anche Gela, in Sicilia, sempre con la stessa caduta di filamenti.

A pochi giorni da Firenze si registra anche uno dei casi più discussi di presunto incontro ravvicinato del terzo tipo nella casistica italiana, approfondito nel nostro dossier dedicato al caso di Rosa Lotti a Cennina del 1954. La donna, contadina quarantenne di Cennina, frazione di Bucine in provincia di Arezzo, il 1° novembre 1954, mentre si dirige al cimitero del paese alle 6:30 del mattino, racconta di aver incontrato due esseri umanoidi di bassa statura, con tute grigie aderenti, mantelline sulle spalle e caschi di cuoio, vicino a un oggetto che avrebbe lasciato una buca nel terreno successivamente ispezionata dai Carabinieri. Si tratta di un racconto personale, privo di verifiche scientifiche indipendenti e mai confermato da testimoni terzi, ma diventato uno dei riferimenti più citati della casistica italiana di quell’ondata.

L’ondata del 1978: il picco degli avvistamenti e la nascita del canale ufficiale

Il 1978 è considerato l’anno di picco assoluto per gli avvistamenti UFO in Italia, al punto da essere ricordato dagli stessi ufologi come l’anno dei record. La crescita dei casi segue una progressione quasi mensile documentata dagli archivi del Centro Ufologico Nazionale: si parte da 46 segnalazioni in gennaio, si arriva a 104 in giugno, 163 in luglio, 116 in agosto, fino all’esplosione di settembre con 443 casi, in parte legati al passaggio di un bolide nei cieli italiani nella notte del 14 settembre. Il clima culturale dell’epoca è denso di riferimenti ufologici: nelle sale arriva Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg, in televisione debutta l’anime Atlas UFO Robot, e l’astrofisico Josef Allen Hynek, ideatore della celebre scala di classificazione degli incontri ravvicinati, visita l’Italia più volte in quegli anni per promuovere il suo libro Rapporto sugli UFO.

Tra gli episodi più discussi del 1978 c’è quello del 2 settembre a San Michele di Alessandria, dove un ragazzo osserva alzarsi da un campo di granturco un corpo a forma di sigaro metallico, lasciando sul terreno una traccia ovale di piante piegate ad angolo retto, secche e gialle, fotografata e rilevata dal Nucleo di Polizia Scientifica di Alessandria. Lo stesso anno, sull’Etna, in Sicilia, la sera del 4 luglio si segnala uno dei casi più noti di incontro ravvicinato del terzo tipo italiano, nei pressi del Monte Sona.

La portata del fenomeno nel 1978 è tale che l’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti designa l’Aeronautica Militare come organismo istituzionale incaricato di raccogliere, verificare e monitorare le segnalazioni di oggetti volanti non identificati sul territorio nazionale. Da allora questa funzione è svolta dal Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore Aeronautica: chi avvista qualcosa di anomalo può compilare un modulo disponibile sul sito della Difesa e consegnarlo alla stazione dei Carabinieri più vicina. Per la procedura corretta da seguire in caso di avvistamento personale, può essere utile consultare la nostra guida su cosa fare in caso di avvistamento UFO.

Nel 1985 nasce inoltre il CISU, Centro Italiano Studi Ufologici, fondato da ricercatori che provenivano dai gruppi ufologici precedenti con un approccio più orientato al metodo scientifico, a fianco del CUN già attivo dagli anni Sessanta. Entrambe le associazioni adottano oggi la scala di Hynek per classificare i casi, la stessa che distingue gli UFO dai più recenti UAP, una differenza terminologica spiegata nel nostro approfondimento su cosa cambia tra UAP e UFO.

Il caso Zanfretta e Prata Principato Ultra: gli incontri umanoidi degli anni Ottanta

Zanfretta mostra alle forze dell’ordine le tracce lasciate dagli esseri incontrati.

Tra i casi più discussi e controversi degli anni Ottanta c’è quello raccontato nel nostro dossier sul caso Zanfretta, una serie di presunti incontri ravvicinati che hanno coinvolto un vigilante della provincia di Genova e che restano tra gli episodi più dibattuti, anche per le implicazioni controverse emerse durante le indagini successive. Meno noto ma frequentemente citato nelle raccolte ufologiche italiane è invece il caso del 9 ottobre 1984 a Prata Principato Ultra, in provincia di Avellino, dove un contadino racconta di essersi imbattuto, intorno alle 7:30 del mattino, in un essere alto circa 1,30 metri, ricoperto da una sorta di pelliccia, con un casco in testa e un bastone in mano. Come per molti casi umanoidi italiani, anche in questa circostanza non esistono testimonianze multiple indipendenti né riscontri fisici conclusivi.

Dal 2001 a oggi: i dossier ufficiali dell’Aeronautica e la distribuzione regionale

La celebre fotografia dell'oggetto volante non identificato ripreso dal pilota militare Giancarlo Cecconi durante un volo di ricognizione nei cieli della Toscana nel 1979.
La celebre fotografia dell’oggetto volante non identificato ripreso dal pilota militare Giancarlo Cecconi durante un volo di ricognizione nei cieli della Toscana nel 1979.

Il lavoro di catalogazione dell’Aeronautica Militare ha continuato a produrre dati anche nei decenni successivi al 1978. Secondo i dossier raccolti dal 2001, le regioni con il maggior numero di segnalazioni risultano la Campania con venti casi, seguita da Lombardia, Toscana, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia, mentre Valle d’Aosta, Umbria, Molise e Sardegna non hanno registrato alcun caso in diciotto anni di rilevazioni. Il 2010 resta l’anno con il numero più alto di segnalazioni ufficiali, ventisette in totale, seguito da un nuovo aumento nel 2021 e nel 2022. Tra i casi pubblicati dall’Aeronautica figurano episodi come quello del 31 dicembre 2010 a Cordenons, in Friuli, con un oggetto bianco e piatto fermo in cielo a circa 600 metri di quota, o quello del 31 agosto 2012 a Gonars, sempre in Friuli, con un oggetto circolare giallo in volo rettilineo.

Tra i casi più recenti e ancora aperti figurano avvistamenti in Sicilia, dove un oggetto sferico di colore scuro è stato filmato mentre sorvolava il mare, e segnalazioni multiple di sfere luminose tra Savona e Varazze, in Liguria, raccolte dall’Associazione Ricerca Italiana Aliena guidata dall’ufologo Angelo Maggioni. Diverse segnalazioni più recenti, in regioni come Calabria, Campania, Puglia e Basilicata, sono state invece attribuite con buona probabilità a satelliti della costellazione Starlink, un esempio di come la diffusione di nuove tecnologie continui a generare nuovi tipi di segnalazione.

Perché alcuni casi restano non identificati

Secondo l’Aeronautica Militare la maggior parte delle segnalazioni trova una spiegazione convenzionale dopo l’indagine tecnica: fenomeni atmosferici come le nuvole lenticolari, oggetti artificiali come satelliti, droni o palloni meteorologici, oppure errori di percezione legati a velivoli militari in esercitazione, come nel caso di Firenze 1954. Una panoramica completa di queste cause naturali è disponibile nel nostro articolo sui fenomeni naturali scambiati per UFO. Un caso viene classificato come oggetto volante non identificato solo quando, al termine di un’indagine tecnica approfondita, non emerge alcuna correlazione con eventi conosciuti: la classificazione descrive quindi l’assenza di una spiegazione trovata fino a quel momento, non la conferma di un’origine extraterrestre.

FAQ

  • Qual è l'avvistamento UFO più famoso della storia italiana?

    È quello del 27 ottobre 1954 a Firenze, quando durante la partita Fiorentina-Pistoiese allo stadio Comunale l'arbitro interruppe il gioco perché migliaia di spettatori osservavano oggetti non identificati nel cielo.

  • Perché in Italia esiste un canale ufficiale per segnalare gli UFO?

    Dal 1978, dopo una fortissima ondata di avvistamenti, il governo guidato da Giulio Andreotti affidò all'Aeronautica Militare il compito di raccogliere e verificare le segnalazioni, funzione ancora oggi svolta dal Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore Aeronautica.

  • Come si segnala un avvistamento UFO in Italia?

    Compilando l'apposito modulo disponibile sul sito della Difesa e consegnandolo alla stazione dei Carabinieri più vicina, che attiva l'indagine tecnica dell'Aeronautica Militare.

  • Cosa sono gli incontri ravvicinati del terzo tipo?

    Secondo la classificazione dell'astrofisico Josef Allen Hynek sono i casi in cui, oltre all'osservazione di un oggetto non identificato, viene segnalata anche la presenza di entità animate, generalmente umanoidi, come nei casi italiani di Abbiate Guazzone nel 1950 e Cennina nel 1954.

  • Tutti gli avvistamenti UFO italiani hanno trovato una spiegazione?

    No. La maggior parte trova una causa convenzionale dopo l'indagine tecnica, come fenomeni atmosferici, satelliti o velivoli militari, ma una parte resta classificata come non identificata per assenza di una correlazione individuata con eventi conosciuti.

Classe 1988. Laureata in Studi Orientali presso l'Università La Sapienza di Roma, Search Analyst di professione. Amante di storia, archeoastronomia, ufologia e paranormale. Consumatrice patologica di podcast. Nel 2023 ho fondato Lux Aliena, un progetto nato dal desiderio di condividere il viaggio alla scoperta dei misteri irrisolti del nostro pianeta e dell’universo.