UAP e la difesa militare: cosa sa davvero l’esercito USA sugli UFO
Quando si parla di UAP e difesa militare, la domanda che conta non è se gli avvistamenti esistano (esistono, sono documentati da decenni), ma quanto ne sa davvero l’esercito americano e quanto di quello che sa arriva al pubblico. Nel 2026 la risposta è più stratificata che mai: da un lato un ufficio del Pentagono che continua a negare prove di tecnologia extraterrestre, dall’altro centinaia di documenti declassificati, piloti in servizio attivo che testimoniano sotto giuramento davanti al Congresso e whistleblower che parlano di velivoli non umani recuperati.
In questo articolo ricostruiamo cosa sa l’esercito statunitense sugli UAP (Unidentified Anomalous Phenomena, l’acronimo che nei documenti ufficiali ha sostituito UFO), come lo sta comunicando, o non comunicando, e dove si scontrano la posizione istituzionale e le testimonianze dirette dei militari coinvolti. Se non hai familiarità con i termini di base, la nostra guida completa a UAP e UFO e l’articolo sulla differenza tra UAP e UFO sono un buon punto di partenza.
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Questo distinguo è centrale per capire l’intero impianto della difesa militare sull’argomento: l’esercito raccoglie dati su qualunque cosa non riconosca, e la stragrande maggioranza dei casi finisce poi catalogata come pallone meteorologico, drone commerciale, uccello o errore sensoristico. È sul residuo (il 3-5% di casi che resta davvero inspiegato) che si concentra tutta la tensione tra trasparenza dichiarata e segretezza percepita.
AARO: l’ufficio che dovrebbe sapere (quasi) tutto
Il punto di riferimento ufficiale è l’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO), istituito nel 2022 e oggi guidato dal direttore Jon T. Kosloski. Sul piano formale, la posizione di AARO non è cambiata: nei suoi rapporti (quello storico del marzo 2024 e quello annuale del novembre 2024) l’ufficio ribadisce di non aver trovato prove empiriche di tecnologia extraterrestre o di programmi segreti di recupero di velivoli non umani. Lo stesso rapporto 2024 segnala però 757 nuovi casi raccolti tra maggio 2023 e giugno 2024, di cui 21 classificati come “significativi” e ancora privi di spiegazione dopo le analisi.
La quantità dei casi continua ad aumentare: a inizio 2026 fonti del Pentagono citate parlano di oltre 2.000 casi complessivi in carico ad AARO, un numero in crescita anche grazie a nuovi strumenti di rilevamento come la piattaforma sensoristica GREMLIN, pensata per raccogliere dati multispettrali in tempo reale durante le esercitazioni. Per il contesto storico su come l’esercito americano abbia gestito gli UAP prima di AARO, dal celebre Progetto Blue Book alle indagini più recenti su AARO e MUFON, vale la pena ripercorrere l’evoluzione degli organismi che si sono occupati del fenomeno.
Anche il Congresso ha deciso di intervenire direttamente sul funzionamento dell’ufficio: il National Defense Authorization Act (NDAA) per l’anno fiscale 2026 contiene disposizioni specifiche che rafforzano i poteri di AARO, impongono tempistiche più stringenti per la valutazione dei casi e ampliano gli obblighi di reporting verso le commissioni di intelligence.
I file PURSUE: cosa ha reso pubblico il Dipartimento della Guerra nel 2026
Il cambio di passo più visibile del 2026 riguarda la declassificazione. Con il programma PURSUE (Procedures Utilized to Review and Scrutinize UAP Evidence), il Dipartimento della Guerra (il nuovo nome del Pentagono) ha rilasciato tre tranche di documenti nell’arco di poche settimane, una velocità di pubblicazione senza precedenti per materiale storicamente classificato.
Release
Data
Contenuto principale
Prima tranche
8 maggio 2026
162 documenti inediti: foto dell’era Apollo, trascrizioni NASA, rapporti FBI, riprese con sensori a infrarossi
Il portavoce del Dipartimento della Guerra Sean Parnell ha presentato la terza release come prova di un impegno strutturale verso la trasparenza, non come gesto isolato. Il portale war.gov dedicato agli UAP ha superato 1,7 miliardi di accessi dal lancio dell’8 maggio 2026, un segnale dell’attenzione pubblica attorno a queste pubblicazioni. Per una panoramica più ampia di come il governo americano abbia gestito il dossier UAP negli ultimi anni, anche prima di PURSUE, si può consultare la sezione dedicata a governo USA e UAP.
Cosa hanno visto davvero i militari: le testimonianze dirette
I documenti raccontano una parte della storia; le testimonianze sotto giuramento ne raccontano un’altra, spesso più diretta. Il 9 settembre 2025 la Camera USA ha tenuto un’audizione che ha messo per la prima volta militari in servizio attivo davanti alle telecamere a parlare di episodi UAP. Come abbiamo ricostruito in dettaglio in cosa è successo nell’audizione del 9 settembre 2025 alla Camera USA, il Chief Alexandro Wiggins della Marina ha descritto un oggetto “Tic Tac” tracciato da sensori multipli al largo della California, senza alcun boom sonico nonostante la velocità osservata, mentre l’ex agente speciale Jeffrey Nuccetelli ha raccontato cinque episodi non spiegati avvenuti durante lanci classificati alla base di Vandenberg.
Nella stessa sede è stato mostrato il video, già diventato uno dei più discussi del dossier, di un missile Hellfire lanciato da un drone MQ-9 Reaper che manca un piccolo “orb” sferico al largo dello Yemen, un episodio che si aggiunge ad altri filmati militari diventati pubblici negli ultimi anni, come quello che documenta un oggetto non identificato nei cieli della Siria nel 2021. Sono proprio questi filmati, ripresi con sensori militari ad alta definizione e non con uno smartphone, a rendere più difficile liquidare gli episodi come semplici errori di percezione.
I whistleblower: un programma di recupero parallelo?
Se le testimonianze dei piloti riguardano avvistamenti, quelle dei whistleblower dell’intelligence vanno molto oltre: parlano di un presunto programma segreto e parallelo, mai riconosciuto da AARO, dedicato al recupero e allo studio di velivoli non umani. La figura più nota resta David Grusch, ex ufficiale dell’intelligence che dal 2023 sostiene pubblicamente l’esistenza di questo programma; la sua storia, le accuse e le reazioni istituzionali sono ricostruite in David Grusch e i whistleblower.
A queste dichiarazioni si sono affiancate altre fonti, più difficili da verificare ma comunque parte del dibattito pubblico: fonti anonime legate alla CIA hanno parlato di un presunto Office of Global Access (OGA) che avrebbe recuperato nove velivoli non umani in tutto il mondo, due dei quali intatti. Il fisico Hal Puthoff, storicamente legato ai programmi di ricerca governativi sul paranormale, ha rilanciato affermazioni secondo cui gli Stati Uniti avrebbero in custodia materiale riconducibile a quattro specie aliene diverse. Più di recente, il dibattito si è arricchito di un nuovo nome, Immaculate Constellation, un presunto programma di intelligence parallelo di cui si è iniziato a discutere proprio in relazione a queste rivelazioni. Va detto con chiarezza: nessuna di queste affermazioni ha trovato finora conferma documentale da parte di AARO o del Dipartimento della Guerra, e restano testimonianze da verificare, non fatti accertati.
Il Congresso vuole risposte: audizioni, leggi e la spinta bipartisan
La spinta più concreta verso la trasparenza non arriva dal Pentagono ma dal Congresso, dove un gruppo bipartisan di deputati ha trasformato gli UAP in un tema di lavoro parlamentare stabile. Tra le voci più attive c’è il deputato repubblicano Tim Burchett, che da anni chiede pubblicamente audizioni e accesso ai documenti: il suo percorso è raccontato in Tim Burchett e gli UFO: chi è il deputato che scuote il Congresso USA.
Oltre alle audizioni, il Congresso ha lavorato su due fronti legislativi paralleli: da un lato le già citate disposizioni UAP dentro l’NDAA 2026, dall’altro una proposta di Whistleblower Protection Act dedicata specificamente a chi lavora nei programmi classificati e vuole segnalare informazioni su UAP senza rischiare la carriera o procedimenti penali, descritta in il Congresso USA convoca una nuova audizione e propone la Whistleblower Protection Act. Secondo analisti come Christopher Mellon, ex vice segretario alla Difesa ora alla guida della Disclosure Foundation, è proprio la mancanza di protezioni legali solide ad aver frenato per anni testimonianze più dettagliate da parte di militari ed ex militari.
Cosa sa davvero l’esercito? Il bilancio tra fatti e zone d’ombra
Messe in fila, le due narrazioni, quella istituzionale di AARO e quella delle testimonianze dirette, non si sovrappongono perfettamente, e proprio in questo scarto si gioca la domanda del titolo.
Fonte
Cosa afferma
AARO (posizione ufficiale)
Nessuna prova empirica di tecnologia extraterrestre o di velivoli non umani recuperati; 757 nuovi casi nel periodo 2023-2024, 21 ancora “significativi” e non risolti
Chief Alexandro Wiggins (Marina USA, servizio attivo)
Oggetto “Tic Tac” tracciato da sensori multipli al largo della California, nessuna spiegazione convenzionale individuata
Jeffrey Nuccetelli (ex Air Force)
Cinque episodi non spiegati durante lanci classificati a Vandenberg AFB
David Grusch (ex intelligence)
Esistenza di un programma di recupero di velivoli non umani, mai confermata da fonti ufficiali
Fonti anonime CIA / OGA
Recupero di nove velivoli non umani nel mondo, due intatti (affermazione non verificabile indipendentemente)
Cosa significa UAP nei documenti militari americani?
UAP sta per Unidentified Anomalous Phenomena ed è la sigla che dal 2022 ha sostituito UFO nei documenti del Pentagono. Indica qualsiasi fenomeno aereo, marittimo o spaziale che i sensori militari non riescono a classificare al momento dell'osservazione, senza implicare per definizione un'origine extraterrestre.
L'esercito americano ha mai confermato l'esistenza di tecnologia aliena?
No. Sia il rapporto AARO del marzo 2024 sia quello del novembre 2024 affermano che non sono state trovate prove empiriche di tecnologia extraterrestre o di programmi di recupero di velivoli non umani, pur riconoscendo centinaia di casi ancora privi di spiegazione.
Chi è David Grusch e cosa ha dichiarato?
David Grusch è un ex ufficiale dell'intelligence statunitense che dal 2023 sostiene pubblicamente l'esistenza di un programma segreto di recupero e studio di velivoli non umani, mai riconosciuto ufficialmente da AARO o dal Dipartimento della Guerra.
Cosa contiene il programma PURSUE?
PURSUE è il programma di declassificazione lanciato nel 2026 dal Dipartimento della Guerra, che tra maggio e giugno ha pubblicato tre tranche di documenti: oltre 200 file totali tra foto, video, audio e rapporti di CIA, FBI, NASA e Pentagono.
I militari rischiano la carriera se segnalano un avvistamento UAP?
È uno dei motivi per cui il Congresso ha proposto una Whistleblower Protection Act dedicata: senza protezioni legali chiare, chi lavora in programmi classificati ha storicamente evitato di riportare informazioni su episodi UAP per timore di conseguenze disciplinari o legali.
Classe 1988. Laureata in Studi Orientali presso l'Università La Sapienza di Roma, Search Analyst di professione. Amante di storia, archeoastronomia, ufologia e paranormale. Consumatrice patologica di podcast. Nel 2023 ho fondato Lux Aliena, un progetto nato dal desiderio di condividere il viaggio alla scoperta dei misteri irrisolti del nostro pianeta e dell’universo.