Quattro specie aliene recuperate dagli USA: la rivelazione di Hal Puthoff
Il governo degli Stati Uniti avrebbe recuperato almeno quattro specie distinte di vita extraterrestre dai relitti di UFO precipitati — o deliberatamente abbandonati — sul territorio americano. A dichiararlo è il Dr. Hal Puthoff, fisico quantistico di 89 anni, ex consulente CIA e AAWSAP, in un’intervista che in pochi giorni ha fatto il giro del mondo.
Indice
La rivelazione e il contesto
Le dichiarazioni di Puthoff sono emerse il 14 maggio 2026 durante il podcast The Diary of a CEO, condotto dall’imprenditore britannico Steven Bartlett. Ospite insieme a lui il regista Dan Farah, autore del documentario The Age of Disclosure, prodotto in tre anni e mezzo di lavoro riservato con la partecipazione di piloti della Marina, ammiragli, generali e alti funzionari dell’intelligence.
La notizia si inserisce in un filone di rivelazioni sempre più consistenti, dopo quelle sull’ufficio della CIA che avrebbe recuperato nove velivoli non umani. È stata ripresa da New York Post, International Business Times UK, AOL News e NewsX tra il 16 e il 17 maggio, diventando subito virale su X e nei principali forum dedicati al fenomeno UAP.
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Prima di negare o credere, serve informarsi. Scopri tutti i libri e gli eBook →«Le persone coinvolte nei recuperi mi hanno detto che esistono almeno quattro tipi. Quattro tipi distinti di vita. Non ho avuto accesso diretto a queste informazioni, ma mi fido delle persone con cui ho parlato.»
— Dr. Hal Puthoff, The Diary of a CEO, 14 maggio 2026
Chi è Hal Puthoff
Puthoff non è una figura marginale. Fisico formatosi a Stanford, ha guidato il programma Stargate della CIA — il progetto segreto sul remote viewing — e ha collaborato per decenni con NSA e altre agenzie federali. È stato consulente scientifico capo di Robert Bigelow in Bigelow Aerospace e advisor dell’AAWSAP (Advanced Aerospace Weapon System Applications Program) del Pentagono. Il suo nome compare anche tra i protagonisti del programma Kona Blue, una delle iniziative riservate più discusse degli ultimi anni.
Il suo curriculum istituzionale gli garantisce un’autorevolezza che pochi divulgatori del settore possono vantare. Va detto, però, che i suoi studi sull’energia del punto zero e sui fenomeni paranormali lo collocano in un’area di ricerca guardata con scetticismo dalla comunità scientifica tradizionale.
Le quattro specie: la classificazione di Eric Davis
Durante il podcast, Puthoff non ha fornito dettagli sui nomi delle presunte entità . La tassonomia completa arriva dal suo storico collaboratore in AAWSAP, il Dr. Eric Davis, durante un incontro dell’UAP Disclosure Fund del 2025 al quale parteciparono i deputati Nancy Mace, Anna Paulina Luna ed Eric Burlison. Secondo Davis, le quattro categorie di alieni – accomunate da morfologia bipede e umanoide – sarebbero:
- Grays — Piccoli, glabri, con grandi occhi neri privi di pupilla. Il prototipo più iconico dell’immaginario alieno, reso popolare da Incontri ravvicinati del terzo tipo.
- Nordics — Alti circa 1,80 m, di aspetto straordinariamente simile all’essere umano, in particolare alle popolazioni del Nord Europa.
- Reptilians — Bipedi rettiliformi, con pelle squamosa, arti umanoidi e una lunga coda. Statura analoga ai Nordics, camminano eretti.
- Insectoids (Mantids) — Entità insettoidi dal corpo simile a quello di una mantide religiosa. Sono spesso citati nelle testimonianze di contatto ravvicinato come i più enigmatici.
Non tutti i recuperi sono incidenti
Uno dei passaggi più discussi dell’intervista riguarda la natura stessa dei recuperi. Puthoff ha lasciato intendere che alcuni velivoli non sarebbero precipitati per cause accidentali, ma deliberatamente abbandonati sul nostro pianeta.
«Alcuni non sono precipitati: sono stati semplicemente lasciati nel deserto, una sorta di dono o donazione. Stiamo ancora cercando di capirlo.»
— Dr. Hal Puthoff
Farah ha aggiunto un dettaglio inquietante sul clima di omertà che circonda il programma: un potenziale testimone, già pronto a comparire davanti alla telecamera per Age of Disclosure, gli avrebbe scritto pochi giorni prima delle riprese di aver rinunciato all’intervista, convinto che parlare gli sarebbe costato la vita.
Il contesto: la spinta di Trump alla desecretazione
Le dichiarazioni di Puthoff si inseriscono in una stagione politica straordinaria per il dossier UAP. Nel febbraio 2026 Donald Trump ha ordinato la desecretazione progressiva degli archivi UAP federali. L’8 maggio 2026 il Dipartimento della Difesa — ribattezzato Department of War — ha pubblicato il primo lotto di 162 file sul portale dedicato war.gov/ufo: documenti, video e immagini che coprono ottant’anni di avvistamenti, dagli anni Quaranta a oggi. Secondo Farah, tuttavia, le agenzie avrebbero consegnato «solo una piccola percentuale di ciò che hanno».
Sul piano istituzionale, anche il Segretario di Stato Marco Rubio ha confermato pubblicamente che il governo dispone di «prove di vita intelligente non umana» e che, storicamente, queste informazioni «sono state tenute nascoste persino ai presidenti in carica». L’ex direttore della UAP Task Force Jay Stratton sostiene di aver visto «esseri non umani con i propri occhi».
La posizione ufficiale: il Pentagono smentisce
A fare da contrappeso c’è la posizione netta del Dipartimento della Difesa. L’All-Domain Anomaly Resolution Office (AARO), nel rapporto storico consegnato al Congresso nel marzo 2024, ha smentito categoricamente l’esistenza di tecnologie o corpi alieni recuperati, dopo aver esaminato circa ottant’anni di documentazione classificata.
«AARO non ha trovato alcuna prova verificabile che il governo statunitense o aziende private abbiano accesso, o stiano effettuando reverse engineering, di tecnologia extraterrestre.»
— Rapporto AARO al Congresso, marzo 2024
La vice-portavoce del Pentagono Sabrina Singh ha dichiarato di non essere «a conoscenza di alcun resto in possesso del dipartimento, né di alcun segno di esseri extraterrestri». Le accuse dei whistleblower — in particolare quelle di David Grusch davanti al Congresso — vengono liquidate nel rapporto come «circular reporting da parte di individui convinti della tesi, nonostante l’assenza di evidenze concrete».
Analisi: testimonianze senza prove fisiche
Il quadro che emerge è classico del fenomeno UAP contemporaneo: testimonianze indirette di figure con credenziali istituzionali di peso, raccolte in un contesto politico di desecretazione senza precedenti, ma in assenza totale di evidenze materiali pubbliche e verificabili. Lo stesso Puthoff ammette di non aver mai visto né i corpi né i relitti, basandosi sul racconto di terzi.
La vera domanda, per chi segue il dossier, non è più se qualcuno parlerà , ma quando arriverà la prima prova fisica indipendente — un frammento, un campione biologico — che possa essere sottoposta a peer review. Fino ad allora, anche le rivelazioni di un fisico di Stanford restano testimonianze, non prove. Testimonianze che però, nel 2026, arrivano da ambienti sempre meno marginali.
Fonti: New York Post (16/05/2026) · International Business Times UK · AOL News · NewsX · Singju Post (trascrizione integrale del podcast) · Stars and Stripes · CNN · TWZ · Vision Times · Smithsonian Magazine · NPR · Space.com · AARO.mil