Il governo USA e gli UAP: da Roswell alle audizioni al Congresso
Per decenni il governo degli Stati Uniti ha avuto un rapporto complicato con il fenomeno UAP: lo ha studiato in segreto, lo ha minimizzato in pubblico, ha chiuso programmi e riaperto altri con nomi diversi, ha risposto alle domande dei giornalisti con smentite e a quelle del Congresso con briefing classificati. Poi, tra il 2017 e il 2024, qualcosa ha cominciato a cambiare in modo strutturale. I video sono stati declassificati, i rapporti pubblicati, le audizioni trasmesse in diretta. Il dossier UAP non è più chiuso in un cassetto segreto: è al centro di un dibattito istituzionale che coinvolge il Dipartimento della Difesa, le agenzie di intelligence e il Parlamento americano.
Questa pagina ricostruisce la storia del rapporto tra il governo USA e il fenomeno UAP: dai primi programmi di analisi degli anni Quaranta fino alle più recenti audizioni al Congresso degli Stati Uniti, attraverso i documenti ufficiali, le leggi approvate e i passaggi istituzionali che hanno ridefinito il modo in cui il tema viene trattato.
Indice
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Prima di negare o credere, serve informarsi. Scopri tutti i libri e gli eBook →I primi programmi: dal 1947 al Progetto Blue Book

La risposta istituzionale americana agli avvistamenti UAP inizia quasi simultaneamente al loro emergere come fenomeno pubblico. Nell’estate del 1947, dopo l’avvistamento di Kenneth Arnold e l’incidente di Roswell, l’aviazione militare statunitense lanciò il Progetto Sign, il primo programma governativo dedicato all’analisi degli oggetti volanti non identificati. Il progetto produsse nel 1948 un documento interno noto come “Estimate of the Situation”, in cui alcuni analisti argomentavano che una parte degli avvistamenti potesse avere origine extraterrestre. Il documento fu respinto dai vertici dell’aeronautica e classificato.
Al Progetto Sign seguì nel 1949 il Progetto Grudge, con un mandato esplicito orientato alla spiegazione e alla minimizzazione degli avvistamenti piuttosto che alla loro analisi imparziale. I rapporti pubblici di Grudge conclusero che la maggior parte degli UFO erano spiegabili con fenomeni naturali, isteria collettiva o errori di percezione.
Nel 1952, in risposta a una serie di avvistamenti molto visibili sopra Washington D.C., l’aviazione istituì il Progetto Blue Book, il più longevo e sistematico dei programmi governativi sugli UFO. Blue Book operò per diciassette anni, catalogando oltre 12.600 segnalazioni. A differenza dei predecessori, adottò una metodologia più strutturata e mantenne un archivio accessibile, almeno parzialmente, alle richieste di accesso agli atti. Al suo apice, il progetto riceveva centinaia di segnalazioni al mese da tutto il paese.
Il Pannello Robertson e la svolta del 1953
Nel gennaio 1953, la CIA sponsorizzò una riunione segreta di scienziati e analisti nota come Pannello Robertson, con il mandato di valutare la minaccia rappresentata dagli UFO per la sicurezza nazionale. Il pannello concluse che gli UFO di per sé non rappresentavano una minaccia diretta, ma che l’interesse pubblico intorno a loro costituiva un problema: saturava i canali di segnalazione militari e poteva essere sfruttato da potenze nemiche per creare confusione o panico.
La raccomandazione del Pannello Robertson fu esplicita: avviare una campagna pubblica per ridurre l’interesse verso gli UFO, coinvolgendo i media e persino i produttori di cartoni animati. Quella raccomandazione non fu mai implementata formalmente, ma segnò un orientamento culturale che avrebbe condizionato la comunicazione governativa sull’argomento per i successivi cinquant’anni.
La chiusura del Blue Book e il lungo silenzio (1969–2007)

Nel 1966, il Congresso USA commissionò un’indagine scientifica indipendente sugli UFO all’Università del Colorado, affidata al fisico Edward Condon. Il cosiddetto Rapporto Condon, pubblicato nel 1969, concluse che lo studio degli UFO non offrisse alcun valore scientifico significativo e che i casi irrisolti non richiedessero ulteriori risorse governative. Sulla base di quella conclusione, il Progetto Blue Book fu chiuso il 17 dicembre 1969.
Il rapporto fu contestato già al momento della pubblicazione: alcuni membri del comitato di ricerca denunciarono che Condon aveva raggiunto le sue conclusioni prima ancora di completare le indagini, orientando la raccolta dei dati in modo selettivo. Ma la critica non bastò a riaprire il programma. Per quasi quarant’anni, il governo americano non mantenne alcun programma ufficiale dedicato all’analisi degli UAP.
Le segnalazioni continuarono. I militari le ricevevano, le catalogavano e in genere le archiviavano senza analisi sistematica. Il vuoto istituzionale fu occupato da organizzazioni private come la MUFON e, in Europa, da enti analoghi come il CUN in Italia. Intanto, in ambiente militare, alcuni ufficiali continuavano a segnalare incontri con oggetti non identificati in modo informale e spesso senza conseguenze di carriera.
L’AATIP: il programma segreto che nessuno doveva sapere (2007–2012)
Nel 2007, due senatori americani, Harry Reid e Ted Stevens, ottennero il finanziamento di un programma classificato dedicato allo studio delle minacce aerospaziali avanzate, inclusi i fenomeni non identificati. Il programma, denominato AATIP (Advanced Aerospace Threat Identification Program), ricevette un finanziamento iniziale di 22 milioni di dollari e fu affidato a una società privata di ricerca, la Bigelow Aerospace Advanced Space Studies.
L’AATIP analizzò decine di casi militari, prodotti video, rapporti tecnici e studi sulle proprietà fisiche degli oggetti segnalati. Il suo direttore, Luis Elizondo, si dimise nel 2017 in polemica con quello che descrisse come un ostacolo istituzionale sistematico all’analisi seria del fenomeno. In una lettera al Segretario alla Difesa, scrisse che l’UAP meritava “attenzione urgente”.
L’esistenza dell’AATIP fu rivelata pubblicamente nel dicembre 2017 da un’inchiesta del New York Times, accompagnata dalla pubblicazione dei video del Caso Nimitz e di altri due avvistamenti militari. La rivelazione fu una scossa: dimostrò che il governo americano aveva continuato a studiare gli UAP in segreto per anni, smentendo di fatto la narrazione ufficiale che il tema fosse chiuso dal 1969.
Dal 2020 al 2022: declassificazioni, rapporti e nuove strutture
Il 27 aprile 2020, il Dipartimento della Difesa rilasciò ufficialmente tre video registrati da caccia militari della US Navy, confermandone l’autenticità: i video del Caso Nimitz (2004) e quelli noti come Gimbal e Go Fast (2015). Era la prima volta nella storia che il Pentagono rendeva pubblicamente disponibile documentazione audiovisiva relativa ad avvistamenti UAP da parte di personale militare.
Nel giugno 2021, l’ODNI (Office of the Director of National Intelligence) pubblicò il Preliminary Assessment: Unidentified Aerial Phenomena. Il documento era breve, nove pagine, ma storicamente rilevante: era il primo rapporto ufficiale del governo americano a riconoscere che gli UAP costituivano un fenomeno reale e non spiegato, con implicazioni per la sicurezza aerea e nazionale. Su 144 casi analizzati tra il 2004 e il 2021, solo uno fu spiegato con certezza. Gli altri 143 rimasero non classificati.
Nel 2022, la legge di autorizzazione della difesa istituì l’AARO (All-domain Anomaly Resolution Office): un ufficio permanente all’interno del Dipartimento della Difesa, con il mandato di raccogliere, centralizzare e analizzare le segnalazioni provenienti da tutte le agenzie governative e di riferire periodicamente al Congresso. L’AARO rappresenta la struttura istituzionale più solida mai dedicata al tema UAP nella storia americana.
Le audizioni al Congresso del 2023: il punto di svolta pubblico

Il 26 luglio 2023, la Camera dei Rappresentanti tenne un’audizione pubblica sulla trasparenza governativa in materia di UAP. Fu la prima audizione di questo tipo aperta al pubblico da decenni, e la prima a trasmettere in diretta le testimonianze di militari e funzionari dell’intelligence sotto giuramento.
Tre i testimoni principali. Il pilota della US Navy Ryan Graves descrisse avvistamenti sistematici di oggetti non identificati durante voli militari, sostenendo che il fenomeno fosse molto più diffuso di quanto riconosciuto pubblicamente. Il comandante David Fravor, pilota del Caso Nimitz, ribadì i dettagli dell’intercettazione del 2004. Il terzo testimone, David Grusch, ex ufficiale dell’intelligence, dichiarò sotto giuramento di essere a conoscenza di programmi governativi classificati per il recupero di materiali di origine non umana, e di essere stato oggetto di ritorsioni per aver cercato di divulgare queste informazioni attraverso i canali ufficiali di segnalazione.
Le dichiarazioni di Grusch non furono verificate in modo indipendente, e l’AARO dichiarò successivamente di non aver trovato prove di programmi di recupero di materiali non umani. Tuttavia l’audizione ebbe un effetto istituzionale concreto: aumentò la pressione sul Congresso per una legislazione sulla disclosure e aprì una serie di briefing classificati per i membri delle commissioni competenti.
Il UAP Disclosure Act e gli sviluppi del 2024
Nel dicembre 2023, il Congresso approvò una versione modificata del UAP Disclosure Act, con l’obiettivo di creare un meccanismo formale per la declassificazione di documenti storici relativi agli UAP. La versione finale della legge fu più limitata rispetto alla proposta originale, che prevedeva una commissione indipendente con ampi poteri di accesso ai documenti classificati, simile a quella istituita dopo l’assassinio di Kennedy. Le resistenze delle agenzie di intelligence portarono a una formulazione più cauta.
Nel 2024, il dibattito tra trasparenza istituzionale e riservatezza delle agenzie rimase aperto. L’AARO pubblicò il suo primo rapporto pubblico annuale, che concludeva di non aver trovato prove di tecnologia non terrestre nei casi analizzati, generando reazioni contrastanti tra i sostenitori della disclosure e le agenzie governative. Il Congresso continuò a richiedere briefing classificati e a spingere per un ampliamento dei poteri di supervisione sull’AARO.
La storia del rapporto tra il governo USA e il fenomeno UAP non è arrivata a una conclusione: è in corso. Ogni audizione, ogni rapporto e ogni legge approvata aggiunge un capitolo a una vicenda che dura da ottant’anni e che, per la prima volta, si svolge almeno in parte alla luce del sole. Gli altri articoli di questo blog approfondiscono le figure chiave e i casi documentati che hanno alimentato questo processo.
Il programma PURSUE e il rilascio dei file UAP nel maggio 2026
Il passaggio istituzionale più recente e significativo arriva nel maggio 2026, con il lancio del programma PURSUE (Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters), varato per ordine del presidente Donald Trump. L’8 e il 9 maggio 2026, il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha pubblicato un primo gruppo di 162 file declassificati sul portale dedicato war.gov/UFO, in quello che è stato definito il più ampio rilascio pubblico di documenti governativi sugli UAP mai realizzato.
Il materiale pubblicato copre quasi ottant’anni di storia, dal 1944 al 2026, e include 120 documenti in formato PDF, 28 video e 14 immagini provenienti da agenzie diverse: il Dipartimento della Difesa, l’FBI, la NASA e il Dipartimento di Stato. Tra i contenuti più discussi figurano trascrizioni e fotografie di missioni Apollo (Apollo 12 e Apollo 17), filmati FLIR di avvistamenti militari registrati su aree geografiche molto diverse tra loro, come Grecia, Iraq, Giappone e gli Emirati Arabi Uniti, e rapporti investigativi dell’FBI su oggetti luminosi ad alta velocità segnalati da testimoni civili.
Il primo rilascio non ha prodotto la conferma dell’esistenza di vita extraterrestre, né ha risolto i casi irrisolti che i documenti descrivono. La comunità di ricerca ha reagito in modo diviso: alcuni esperti hanno accolto positivamente la quantità di materiale reso pubblico, altri hanno sottolineato che i dati da soli non costituiscono disclosure, senza un contesto interpretativo ufficiale e senza risposta alle domande ancora aperte sulla natura dei fenomeni documentati. Il governo ha annunciato ulteriori rilasci con cadenza regolare: un secondo gruppo di file è atteso per giugno 2026.
La storia del rapporto tra il governo USA e il fenomeno UAP non è arrivata a una conclusione: è in corso. Ogni audizione, ogni rapporto e ogni legge approvata aggiunge un capitolo a una vicenda che dura da ottant’anni e che, per la prima volta, si svolge almeno in parte alla luce del sole. Gli altri articoli di questo blog approfondiscono le figure chiave e i casi documentati che hanno alimentato questo processo.
FAQ
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Il governo americano ha mai ammesso ufficialmente l'esistenza degli UAP?
Sì, in modo progressivo e ormai esplicito. Il passaggio più significativo è il Preliminary Assessment dell'ODNI del 2021, che riconobbe formalmente che 143 casi su 144 analizzati dal personale militare tra il 2004 e il 2021 non avevano ricevuto una spiegazione definitiva. Prima di quel documento, il Pentagono aveva già confermato nel 2020 l'autenticità dei video della US Navy, ammettendo che gli oggetti ripresi erano non identificati.
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Cos'è l'AARO e cosa fa esattamente?
L'AARO (All-domain Anomaly Resolution Office) è l'ufficio permanente istituito dal Dipartimento della Difesa nel 2022 per centralizzare la raccolta e l'analisi delle segnalazioni UAP provenienti da tutte le agenzie governative americane. Ha il mandato di riferire periodicamente al Congresso, gestisce un portale di segnalazione per il personale militare e civile, e pubblica rapporti annuali pubblici. È la struttura istituzionale più solida mai dedicata al tema UAP nella storia americana.
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Perché il Progetto Blue Book fu chiuso nel 1969?
Fu chiuso sulla base delle conclusioni del Rapporto Condon, uno studio commissionato dal Congresso all'Università del Colorado. Il rapporto sostenne che l'analisi degli UFO non offrisse valore scientifico significativo. La decisione fu controversa già all'epoca: alcuni membri del comitato di ricerca denunciarono che Condon aveva orientato le conclusioni prima di completare le indagini. La chiusura di Blue Book non interruppe lo studio governativo del fenomeno, che continuò in modo classificato attraverso altri programmi.
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Cosa ha detto David Grusch al Congresso nel 2023?
David Grusch, ex ufficiale dell'intelligence americana, ha testimoniato sotto giuramento nel luglio 2023 di essere a conoscenza di programmi governativi classificati per il recupero di materiali di presunta origine non umana, e di aver subito ritorsioni professionali per aver cercato di divulgare queste informazioni attraverso i canali ufficiali di segnalazione. Le sue dichiarazioni non sono state verificate in modo indipendente: l'AARO ha dichiarato di non aver trovato prove di tali programmi, mentre il dibattito istituzionale sulla loro eventuale esistenza rimane aperto.
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Il UAP Disclosure Act obbliga il governo a rendere pubblici tutti i documenti sugli UAP?
No, almeno non nella versione approvata. La legge approvata nel dicembre 2023 è più limitata rispetto alla proposta originale, che prevedeva una commissione indipendente con ampi poteri di accesso ai documenti classificati. La versione finale stabilisce un meccanismo formale per la revisione e la possibile declassificazione di documenti storici, ma lascia alle agenzie di intelligence significativi margini di discrezionalità nel decidere cosa rendere pubblico e con quali tempistiche.