File UAP Pentagono: la terza release rivela orb madre, audio NASA e il 40% di fenomeni irrisolti

Il 12 giugno 2026 il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha pubblicato la terza tranche di documenti declassificati sui Fenomeni Anomali Non Identificati (UAP), nell’ambito del programma PURSUE (Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters). Settantadue file totali tra video, documenti, immagini e registrazioni audio compongono il pacchetto più ricco e intrigante tra quelli rilasciati finora. Al centro della scena: un‘”orb madre” arancione che genera sfere rosse più piccole, un rapporto ancora irrisolto firmato dal direttore dell’AARO e una stima ufficiale secondo cui fino al 40% dei fenomeni documentati rimane senza spiegazione.

Il contesto: tre release in poco più di un mese

Ricostruzione digitale relativa al caso FBI-UAP-D003, un avvistamento UAP non risolto segnalato a Colorado Springs nel 2022.
Ricostruzione digitale relativa al caso FBI-UAP-D003, un avvistamento UAP non risolto segnalato a Colorado Springs nel 2022.

La disclosure attuale prende forma a partire dall’8 maggio 2026, quando il Pentagono ha reso pubblico il primo lotto di materiali UAP tramite il sito WAR.GOV/UFO. Il 22 maggio è seguita la seconda tranche, che aveva già catturato l’attenzione dell’opinione pubblica con il resoconto di un alto ufficiale dell’intelligence su uno sciame di “sfere arancioni luminose” che aveva lasciato il suo equipaggio senza parole durante un avvistamento in elicottero nel 2025. Ora, con la terza release, il processo tocca un nuovo livello di complessità e interesse.

Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato: il Dipartimento della Guerra sta pubblicando la terza tranche di file UAP declassificati nell’ambito del programma PURSUE, con ulteriori rilasci in arrivo su base continuativa. Da quando il portale è stato lanciato, ha superato 1,7 miliardi di accessi in tutto il mondo, segnale inequivocabile dell’interesse planetario suscitato da questa operazione di trasparenza senza precedenti.

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Cosa contiene la terza tranche: 72 file tra video, documenti e audio storici

Il pacchetto del 12 giugno include sei video, 53 documenti, 10 immagini e tre registrazioni audio. I contenuti provengono da CIA, FBI, NASA e Dipartimento della Difesa, oltre ad altre agenzie non specificate.

Di seguito, in un unico video, sono raccolte tutte le clip rilasciate.

Video: orb su suolo americano e interpretazioni artistiche

I sei video documentano cinque episodi distinti, tutti avvenuti negli ultimi tre anni e tutti sul territorio statunitense. Tra le clip più discusse, quella ripresa nel luglio 2025 nella parte nordorientale degli Stati Uniti, che mostra due sfere rossastre intense muoversi dietro le chiome degli alberi intorno alle 21:00 ora locale. Il rapporto allegato descrive un testimone oculare che nota una luce intensa nel proprio giardino al rientro dal lavoro. Alcune delle immagini pubblicate non sono fotografie reali, bensì ricostruzioni digitali prodotte dall’FBI nel 2026 per illustrare gli avvistamenti segnalati da agenti federali nel 2023, tutti relativi a siti di interesse per la sicurezza nazionale nella parte occidentale degli Stati Uniti.

Il documento più rilevante: l’orb madre e la stima AARO

Il cuore della terza release è un rapporto datato 5 giugno 2026 e firmato da Jon Kosloski, direttore dell’All-Domain Anomaly Resolution Office (AARO). Il documento descrive gli avvistamenti avvenuti nell’ottobre 2023 nel corso di due giorni, in cui agenti delle forze dell’ordine federali hanno osservato fenomeni anomali che includevano un’orb arancione di grandi dimensioni da cui venivano lanciati orb rossi più piccoli. Il caso rimane ancora irrisolto, e Kosloski segnala che la “tecnologia non riconosciuta” potrebbe spiegare fino al 40% dei fenomeni associati all’incidente. Questa stima è fondata in parte sull’esclusione di spiegazioni alternative.

L’astrofisico di Harvard Avi Loeb, che guida il Galileo Project, ha commentato la terza release definendola la più intrigante tra quelle pubblicate finora. Loeb ha anche annunciato di essere stato incaricato da Casa Bianca, AARO e ODNI di formare e presiedere un nuovo UAP Science Advisory Council, con l’obiettivo di portare rigore scientifico nell’analisi dei fenomeni. Il consiglio include cinque ricercatori con competenze in analisi dati, intelligenza artificiale, strumentazione e astrofisica.

Documenti storici: dagli anni Quaranta allo Zimbabwe

Tra i file storici spicca un memorandum del 1948 del Comandante del 5° Distretto Navale che cita una nota del Capo delle Operazioni Navali relativa ai cosiddetti “dischi volanti”. Si tratta di uno dei documenti militari più datati mai rilasciati nell’ambito di questo programma di trasparenza. La terza release include anche un rapporto della CIA del luglio 2008, originariamente classificato come “Segreto”, che descrive un avvistamento UAP sull’aeroporto internazionale di Harare, in Zimbabwe: l’oggetto, rilevato sia tramite radar che otticamente, era descritto come a forma di disco e sembrava “librarsi” a un’altitudine indeterminata emettendo raggi luminosi. Il report fu trasmesso alla Situation Room della Casa Bianca e alla comunità intelligence, senza che i presenti riuscissero a stabilire se si trattasse di un dispositivo di ricognizione straniero o di qualcosa di altra natura.

Un altro documento storico comprende un resoconto CIA del 1992, in cui si ammette che i programmi di volo segreto U-2 e OXCART avevano causato più della metà di tutte le segnalazioni di UFO nella seconda metà degli anni Cinquanta e nella maggior parte degli anni Sessanta. Un dettaglio che contestualizza il fenomeno, ma non lo esaurisce.

Tra i file del 2022 compare anche il caso di Colorado Springs: cinque soldati di Fort Carson hanno osservato di giorno un oggetto bianco a forma di patata librarsi vicino a Cheyenne Mountain. L’FBI ha inoltre incluso un modulo relativo a un’intervista con un individuo che riferisce di aver potenzialmente visto un UAP nel febbraio 2026.

Audio NASA: Gordon Cooper e il debrief dell’Apollo 16

Le tre registrazioni audio appartengono tutte all’archivio NASA. La prima è un estratto di novembre 1962 in cui il giornalista Walter Cronkite intervista l’astronauta Gordon Cooper sulle sue opinioni in merito agli UFO. Le altre due provengono dal debrief scientifico dell’Apollo 16, registrato nel 1972: oltre due ore di audio in cui si discutono dati sperimentali della missione, con almeno un commento incidentale su una “base stellare aliena”. Queste registrazioni hanno già scatenato intense discussioni online e tra i ricercatori del settore.

Le reazioni: scienza, scetticismo e politica

FBI-UAP-PR004, Avvistamento di un'Orb nel Nord-Est degli USA, 2025
FBI-UAP-PR004, Avvistamento di un’Orb nel Nord-Est degli USA, 2025

Il panorama delle reazioni alla terza release ricalca quello già emerso con le precedenti: entusiasmo nei circoli della disclosure, cauta apertura tra gli scienziati, frustrazione per la mancanza di prove fisiche e contesto analitico.

Avi Loeb, pur riconoscendo il valore storico del rilascio, ha ribadito che i file resi pubblici finora non includono dati di qualità scientifica sufficiente per trarre conclusioni definitive. In un’intervista recente ha dichiarato che la distanza dagli oggetti non è nota, che alcune informazioni cruciali sono state oscurate e che nulla di quanto divulgato dimostra in modo convincente l’esistenza di tecnologia non umana. Ha tuttavia precisato che non esclude questa possibilità e che “forse il meglio deve ancora arrivare”.

Dal lato politico, la deputata Anna Paulina Luna (R-Florida) aveva già anticipato la release dopo aver revisionato, insieme al direttore Kosloski, più di 40 video destinati alla declassificazione. L’NDAA 2026 ha intanto assegnato all’AARO nuovi obblighi di briefing congressuale, tra cui la rendicontazione di eventuali intercettazioni UAP condotte dalle forze armate statunitensi.

Tra le voci critiche, ricercatori e attivisti del settore disclosure sostengono che i file rilasciati rimangano superficiali rispetto alle accuse di programmi segreti di recupero, come il presunto “Immaculate Constellation” citato da whistleblower in udienza nel settembre 2025. L’AARO, dal canto suo, ha confermato che Kona Blue non è mai stato un programma formalmente approvato.

Il programma PURSUE e la macchina della trasparenza

Il sito WAR.GOV/UFO è diventato uno degli archivi governativi più visitati della storia, con 1,7 miliardi di accessi in meno di sei settimane. L’iniziativa PURSUE, voluta dall’amministrazione Trump, rappresenta il tentativo di istituzionalizzare la trasparenza sui UAP, combinando la pressione del Congresso, le richieste dei whistleblower e l’interesse dell’opinione pubblica in un processo di divulgazione strutturata e progressiva. Il Dipartimento della Guerra ha confermato che ulteriori tranche saranno rilasciate in modo continuativo per tutto il 2026.

Il Disclosure Forum, previsto per il 25 giugno 2026 a Washington D.C., vedrà Avi Loeb partecipare come membro del nuovo UAP Science Advisory Council, con la scienza rigorosa sui fenomeni anomali al centro dell’agenda.

Cosa manca ancora: prove fisiche e dati di qualità

Un dato rimane costante attraverso tutte e tre le release: non vi è ancora alcuna menzione di prove fisiche. Nessun materiale recuperato, nessun campione analizzato, nessun artefatto verificabile. Le immagini pubblicate sono in parte ricostruzioni artistiche, i video spesso privi di contesto tecnico sufficiente, i documenti storici frammentari. La dimensione del mistero non è diminuita: in qualche misura si è allargata, proprio perché l’ammissione ufficiale che il 40% di certi fenomeni rimane inspiegato proviene ora da un documento firmato dal vertice dell’AARO.

Rimane aperta la domanda centrale che attraversa l’intero processo di disclosure: si tratta di tecnologie avanzate di potenziali avversari geopolitici, di fenomeni naturali non ancora catalogati o di qualcosa di completamente diverso da quanto la scienza abbia mai classificato? Per ora, il Pentagono può rispondere soltanto con nuovi file. Le risposte definitive, ammesso che esistano, non sono ancora in archivio.

FAQ

  • Cos'è il programma PURSUE del Pentagono?

    PURSUE (Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters) è l'iniziativa dell'amministrazione Trump che ha avviato nel maggio 2026 la pubblicazione progressiva di documenti declassificati sui Fenomeni Anomali Non Identificati. I file sono accessibili al pubblico sul sito ufficiale WAR.GOV/UFO.

  • Cosa contiene la terza release dei file UAP?

    La terza tranche, rilasciata il 12 giugno 2026, comprende 72 file: sei video di orb e interpretazioni artistiche di avvistamenti, 53 documenti da CIA, FBI e NASA, 10 immagini digitali e tre registrazioni audio tra cui interviste con l'astronauta Gordon Cooper e il debrief dell'Apollo 16.

  • Cos'è l'orb madre menzionata nell'AARO?

    Il rapporto firmato dal direttore AARO Jon Kosloski descrive un episodio dell'ottobre 2023 in cui agenti federali hanno osservato un'orb arancione di grandi dimensioni che emetteva orb rosse di dimensioni inferiori. Il caso è classificato come irrisolto e si stima che la tecnologia non riconosciuta possa spiegare fino al 40% dei fenomeni documentati in quell'incidente.

  • Ci sono prove fisiche nei file UAP rilasciati?

    No. Nessuna delle tre tranche rilasciate finora include menzione di prove fisiche, materiali recuperati o artefatti analizzati. Le immagini includono ricostruzioni digitali, non fotografie originali degli oggetti.

  • Chi è Avi Loeb e che ruolo ha nella disclosure UAP?

    Avi Loeb è astrofisico di Harvard, fondatore del Galileo Project e massimo esponente della ricerca scientifica sui fenomeni anomali. Il 12 giugno 2026 ha annunciato di essere stato incaricato da Casa Bianca, AARO e ODNI di presiedere un nuovo UAP Science Advisory Council composto da cinque ricercatori specializzati in analisi dati, AI e astrofisica.

Classe 1988. Laureata in Studi Orientali presso l'Università La Sapienza di Roma, Search Analyst di professione. Amante di storia, archeoastronomia, ufologia e paranormale. Consumatrice patologica di podcast. Nel 2023 ho fondato Lux Aliena, un progetto nato dal desiderio di condividere il viaggio alla scoperta dei misteri irrisolti del nostro pianeta e dell’universo.