Documenti UFO URSS desecretati: incontri ravvicinati e avvistamenti

Nel gennaio 2026 sono stati resi pubblici una serie di documenti riservati sovietici e russi sugli UFO, rimasti segreti per oltre trent’anni. I file, sottratti all’Unione Sovietica nei primi anni ’90, descrivono in dettaglio indagini militari su fenomeni aerei anomali, incontri ravvicinati e presunti contatti con entità sconosciute.

Il materiale in oggetto sarebbe stato portato fuori dalla Russia nel 1993 dal giornalista investigativo George Knapp e conservato per decenni prima della pubblicazione ufficiale.

I documenti (consultabili in traduzione inglese qui) fanno luce su un programma sistematico di monitoraggio degli UFO condotto dall’intelligence sovietica tra gli anni ’70 e ’90, confermando l’interesse strategico dell’URSS per questi fenomeni.

Il giornalista George Knapp

Indice

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Origine dei documenti: la una fuga dall’ex Unione Sovietica

Secondo la ricostruzione dei fatti, Knapp avrebbe ottenuto le carte durante un viaggio in Russia nel periodo immediatamente successivo al crollo dell’URSS, quando molti archivi statali erano in fase di smantellamento.

I dossier proverrebbero da strutture legate al Ministero della Difesa e a programmi di ricerca interni, tra cui:

  • Network-AN (dal 1979)
  • Galaxy-MD (1981–1985)
  • Pluton-7 (1989–1990)
  • Thread-3 (programma continuativo)

Questi progetti avevano l’obiettivo di raccogliere, catalogare e analizzare sistematicamente gli avvistamenti, valutandone l’impatto su radar, velivoli, personale militare e civili.

Di seguito, affrontiamo i casi salienti menzionati all’interno della documentazione.

Il caso di Nalchik (1989): l’oggetto “a medusa”

Immagine dell’UFO di Petrozavodsk (1977), affine per fattezze a quanto riportato a Nalchik.

Uno degli episodi più documentati riguarda l’avvistamento di jellyfish UFO (UFO dalle fattezze di medusa) jellyfish UFO (UFO dalle fattezze di medusa) avvenuto nel 1989 nella città di Nalchik, nel Caucaso settentrionale.

Secondo i rapporti:

  • centinaia di testimoni osservarono un oggetto luminoso sospeso nel cielo;
  • la forma venne descritta come simile a una “medusa” fluttuante;
  • l’oggetto emetteva luce pulsante e cambiava colore;
  • si muoveva lentamente, senza rumore.

Le unità militari locali registrarono l’evento come “fenomeno non identificato persistente”, escludendo esercitazioni o velivoli convenzionali.

Settembre 1989: luci misteriose nelle foreste sovietiche

Un altro episodio chiave è contenuto nel “Report Conclusion” dei documenti e riguarda una serie di eventi tra il 27 e il 29 settembre 1989.

Le testimonianze parlano di:

  • sfere luminose (orbs) tra gli alberi;
  • oggetti metallici sospesi a bassa quota;
  • movimenti a zig-zag incompatibili con droni o aerei;
  • improvvise interferenze elettriche.

Alcuni testimoni riferirono di aver visto oggetti incastrati tra i rami o semi-sepolti nel terreno, successivamente rimossi e conservati in contenitori improvvisati.

In diversi casi furono segnalati:

  • stati di forte ansia;
  • disorientamento;
  • nausea;
  • disturbi del sonno successivi all’incontro.

Incontri in Kazakistan con entità alte tre metri

I misteriosi geoglifi del Kazakistan (7.000-5.000 a.C.)

Nei documenti compare anche un rapporto proveniente dal Kazakistan, relativo a un incontro ravvicinato.

Secondo la testimonianza registrata:

  • un gruppo di persone avrebbe osservato figure umanoidi alte circa tre metri;
  • le entità sarebbero emerse da un oggetto atterrato;
  • il contatto sarebbe durato pochi minuti;
  • dopo l’evento, i testimoni mostrarono sintomi di stress post-traumatico.

Gli analisti sovietici non conclusero che si trattasse di extraterrestri, ma classificarono l’evento come “fenomeno di origine sconosciuta con impatto psicofisico”.

Tentativi di rapimento e contatti forzati

Alcuni dossier includono racconti di tentativi di rapimentorapimento o interazioni non volontarie.

Tra i casi citati:

  • persone che affermano di essere state portate a bordo di oggetti volanti;
  • blackout temporali;
  • perdita di memoria parziale;
  • segni fisici inspiegabili.

Questi episodi vennero trattati con cautela dalle autorità, che li inserirono nella categoria “PPF” (Psychophysical Factor), utilizzata per indicare alterazioni percettive associate agli avvistamenti.

L’approccio sovietico: studio scientifico, non sensazionalismo

Prima pagina del documento rilasciato

Un aspetto rilevante dei documenti è il loro tono istituzionale. Le carte mostrano che l’URSS non affrontava il tema in chiave fantasiosa, ma come possibile:

  • minaccia tecnologica;
  • fenomeno naturale sconosciuto;
  • rischio per la sicurezza nazionale.

I programmi prevedevano:

  • raccolta dati standardizzata;
  • protocolli di osservazione;
  • sperimentazioni fisiche;
  • monitoraggio del personale esposto.

Non emerge alcuna conclusione ufficiale sull’origine extraterrestre degli UFO, ma una costante richiesta di ulteriori ricerche.

Perché questi documenti sono importanti oggi

La pubblicazione dei file russi sugli UFO rappresenta uno dei più grandi rilasci di materiale governativo sul tema mai avvenuti.

Per la prima volta emergono:

  • migliaia di segnalazioni ufficiali;
  • protocolli militari interni;
  • casi documentati con date, luoghi e testimoni;
  • analisi sugli effetti fisici e psicologici.

Il rilascio contribuisce a ridisegnare il quadro globale delle indagini sugli UFO, mostrando che anche l’Unione Sovietica dedicò risorse significative allo studio del fenomeno.

Conclusione

I documenti UFO russi pubblicati nel 2026 rivelano un sistema di monitoraggio strutturato, con decine di episodi dettagliati di avvistamenti, incontri ravvicinati e presunti contatti.

Dalle luci nelle foreste del 1989 agli umanoidi del Kazakistan, fino ai casi di rapimento, i dossier mostrano che il fenomeno venne preso seriamente dalle autorità sovietiche.

Resta ora da capire se ulteriori archivi verranno desecretati e se emergeranno conferme ufficiali capaci di chiarire definitivamente uno dei misteri più longevi della storia contemporanea.

Classe 1988. Laureata in Studi Orientali presso l'Università La Sapienza di Roma, Search Analyst di professione. Amante di storia, archeoastronomia, ufologia e paranormale. Consumatrice patologica di podcast. Nel 2023 ho fondato Lux Aliena, un progetto nato dal desiderio di condividere il viaggio alla scoperta dei misteri irrisolti del nostro pianeta e dell’universo.